Cara redazione, sono la persona che ha postato su Youtube il video dal titolo “Gomorra ad Isernia” e che si firma con lo pseudonimo di “Capitano Ultimissimo”.
Innanzitutto vorrei ringraziare il consigliere regionale Michele Petraroia, che non si è perso in chiacchiere e ha segnalato, con un’interrogazione, la questione all’Assessore regionale all’ambiente Sandro Arco. Vorrei inoltre ringraziare tutte le altre testate che hanno riportato la notizia sia a livello locale, “Altromolise” “Nuovo Molise” “Primapaginamolise” “Caffè Molise” “Molise News” "Molise Notizie" e “Il Tempo Molise” (e mi scuso se ne dimentico qualcuna), sia a livello nazionale, “RepubblicaTV” “EspressoTV” “Il Riformista” “Libero” “AdnKronos” “AGI” “Kataweb” “Virgilio” “AOL”. Entro subito nel merito della faccenda.
Il sito si può raggiungere prendendo la strada del Vecchio Macerone ed si trova in una vallata, ben protetta da sguardi indiscreti. Diverse volte ho effettuato sopralluoghi a valle e a monte della discarica; il giorno in cui ho girato il video sono arrivato di notte e ho atteso che aprisse i cancelli, riprendendo l’attività lavorativa dalle 7:00 di mattina alle 9:30 circa.
Provo ad analizzare punto per punto gli aspetti fondamentali dell’inquietante video, cercando di utilizzare un linguaggio poco tecnico: 1. Si vede percolato ovunque e le infiltrazioni mettono in serio pericolo le falde acquifere sottostanti la discarica; 2. L’immondizia viene ammucchiata ovunque, anche laddove manca la coibentazione per la raccolta del percolato: ecco perché fuoriesce; 3. A 1:14 appare un camionista che apre lo sportellone posteriore del mezzo per iniziare la fase di scarico: questa persona svolge il suo lavoro senza alcun tipo di protezione, costretto a inalare i gas nocivi che si creano con la fermentazione dei rifiuti. Un video ovviamente non permette di sentire gli odori, ma vi assicuro che il tanfo è nauseabondo, tanto che ho dovuto utilizzare una mascherina antigas per scendere in mezzo alla munnezza e controllare più da vicino, rispetto alla posizione in cui mi nascondevo, le montagne di rifiuti. 4. A 1:24 si vede un camion che scarica balle compattate di talquale, di cui è assolutamente sconosciuta la provenienza e che possono contenere (l’esperienza campana insegna!) sostanze altamente pericolose; 5. A 1:30 compare il camion con lo stemma dell’aquila sulla parte destra: scarica, tra le altre cose, vetro che in realtà dovrebbe essere catalogato come raccolta differenziata. Illecito ambientale, ma non solo. Questo è uno dei meccanismi con cui i comuni vengono truffati, perchè costretti a pagare due volte: la prima per far raccogliere il vetro e differenziarlo, la seconda per conferirlo in discarica; 6. Da notare: le balle di talquale vengono scaricate nella parte destra della discarica, dove non c’è alcuna coibentazione; il vetro invece finisce nella parte sinistra ed è spinto dal bulldozzer nel piccolo vallone coibentato. Perché? 7. A 2:11 arriva il camion più inquietante: ha il logo Vi.Ma e trasporta balle nere, che a differenza delle altre vengono rilasciate nella parte sinistra, dove il bulldozzer è pronto a farle sparire sotto montagne di altri rifiuti. Perché? Cosa contengono quelle balle?
Proverò a fornire un quadro più generale della situazione, con un piccolo preambolo: la discarica di Tufo Colonico nasce negli anni ’90, osteggiata da alcuni cittadini di Vandra (frazione di Forli del Sannio ubicata ai piedi dell’eco-mostro), che protestarono fortemente contro chi, già all’epoca, si occupava di smaltimento rifiuti in maniera indiscriminata e fuorilegge, tanto che la magistratura fu costretta a mettere i sigilli: per la bellezza di tre giorni!
Nel 2003 nasce un Consorzio Provinciale denominato “COPRIS Consorzio di attività esterna”, per il trattamento dei rifiuti, tra la Provincia di Isernia, il Comune di Isernia e le quattro Comunità Montane della Provincia di Isernia.
Il Presidente del Copris è il Presidente del Consiglio Provinciale, quindi Raffaele Mauro fino a qualche mese fa e Luigi Mazzuto ora.
Il Consorzio provvede al trasporto, al recupero, al riutilizzo, al deposito temporaneo ed alla trasformazione dei R.S.U., alla realizzazione e gestione degli impianti necessari. Tutto è in sinergia con la Società Smaltimenti Sud Srl di Isernia (il cui responsabile è Antonio Lucio Valerio), gestore della discarica dove confluiscono i rifiuti di tutta la Provincia. Ovviamente più la discarica si riempie, non importa di cosa, più i soggetti coinvolti ci guadagnano.
Da statuto, il Copris dovrebbe occuparsi di 3 cose in particolare: • Attività di censimento e monitoraggio di aree inquinate o a rischio di inquinamento: lo scopo è nobile ma all’atto pratico la situazione è ben diversa, potrei infatti elencare decine di siti di smaltimento illecito, mostrando foto o altri video… • Pulizia e bonifica del territorio: vale il discorso fatto sopra; • Stesura dei piani provinciali per la gestione ottimale dei rifiuti: il piano provinciale, di cui sono in possesso, esiste dal 2004 ma non è mai stato attuato se è vero, come è vero, che il 95% dei rifiuti della Provincia di Isernia finisce in discarica. Sarebbe questa la gestione ottimale?
Ma l’aspetto più interessante, e che maggiormente riguarda le immagini di “Gomorra ad Isernia”, è riportato in due righe del comunicato di Raffaele Mauro del 16 gennaio 2008. In quel periodo la Campania era travolta dall’emergenza rifiuti e la nostra regione, per solidarietà (?!?), decise di stoccare tremila tonnellate di residui campani, da dividere in egual misura tra le discariche di Tufo Colonoco e Guglionesi. Mauro, allora Presidente della Provincia, pose delle condizioni ferree, tra cui spiccava il divieto assoluto di scaricare nella nostra provincia le cosiddette eco-balle (che di eco non hanno nulla). Perché allora, come dimostra il video, continuavano ad arrivare, a più di un anno di distanza dal diktat presidenziale, rifiuti non solo dalla Campania ma anche dal Lazio (ho “preso” i camion ai caselli di Caianello e San Vittore e li ho seguiti fino a Isernia) perdipiù confezionati in balle di talquale o, peggio ancora, nere?
Chiedo alle associazioni ambientaliste, agli attivisti e a quegli avvocati che vogliano sostenere questa causa, di costituirci parte civile in un processo contro il Copris e contro la Smaltimenti Sud, per chiedere danni ambientali, fisici, economici e morali. L’unione fa la forza. Il mio è un grido d’aiuto, un appello al WWF, all’ADAT, alla Falco, all’associazione culturale “I Care” e all’associazione politico/culturale “La Provincia dei Cittadini”, a Fare Verde, ai Meet Up molisani, alla Fondazione Milani, a quei politici come Michele Petraroia (caso più unico che raro..), ai giornalisti e a quanti hanno interesse affinché il territorio molisano, la nostra piccola Italia, non venga distrutta da imprenditori senza scrupoli e politici poco lungimiranti.
Grazie a tutti per il sostegno, Capitano Ultimissimo
18 novembre 2009
Commento di Don Peppe:
è tutto vero ,perchè non dare un'occhiata anche alla discarica di montagano?
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