Neuromed e Scuola - Gli studenti della scuola media dell’I. C."F.Iovine" di Pozzilli e Montaquila in visita al Neuromed

L’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed apre le porte a quaranta alunni delle classi terze della scuola media I. C."F.Iovine".
Le classi provenienti da Pozzilli e da Montaquila nell’ambito di un progetto formativo, il cui fine è quello di far scoprire agli alunni, che a marzo dovranno scegliere l’indirizzo della scuola superiore da frequentare, numerose ed importanti realtà legate al territorio di residenza.
Oggetto della visita, organizzata dalla prof.ssa Bucci, è stato il Parco Tecnologico dell’Istituto sito in località Camerelle in provincia di Isernia.
Gli studenti e i docenti accompagnatori durante l’intera mattinata hanno vestito i panni dei ricercatori scoprendo i primi elementi della ricerca scientifica e delle neuroscienze. La ricerca è considera dall’ IRCCS molisano il motore della dinamica scientifica, indispensabile per offrire ai pazienti cure all’avanguardia. Gli alunni hanno fatto numerose domande sul significato del “metodo traslazionale impiegato in Neuromed” ovvero uno scambio continuo di informazioni tra laboratorio e attività clinica, che consente un’assistenza eccellente e tempestiva.
Ad accompagnare le classi il Prof. Giuseppe Battaglia in forza al Parco Tecnologico presso il laboratorio di farmacologia condotto dal Prof. Ferdinando Nicoletti.
Il ricercatore ha focalizzato il suo intervento circa i danni neurologici e i processi di dipendenza dalle droghe considerando in tale accezione alcool, ecstasy, marjiuana e hashish, eroina, cocaina ecc.
Il consumo di alcool e droghe rappresenta un enorme problema sociale che dovrebbe vedere impiegate importanti realtà del territorio in primis la scuola e la famiglia.
I soggetti con problemi di droga ed alcool hanno una percentuale maggiore di sviluppare malattie psichiatriche come disturbi della personalità, aggressività, disturbi del tono dell'umore come ansia e depressione e suicidio. Inoltre, il consumo di droghe per via iniettiva, come l'eroina, aumenta enormemente il rischio di contrarre il virus che causa la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS).

Alcuni dati

Le statistiche affermano che i giovani tra 18 e 24 anni hanno il rischio più alto di consumare alcool e droghe. Il consumo di alcool e droghe varia durante le fasi della vita con conseguenze diverse a seconda dell'età d'inizio. Il consumo di alcool durante l'adolescenza, tra 12 e 17 anni, può avere effetti duraturi, in quanto il cervello continua a maturare fino a circa 25 anni. Infatti, l'ippocampo, una regione cerebrale coinvolta nei processi di apprendimento e memoria, è ridotto negli adolescenti che hanno iniziato a consumare alcolici in tenera età. Gli adolescenti consumano alcool con una modalità diversa dagli adulti, ovvero preferiscono consumare alcool pesantemente in maniera occasionale, perché sono meno sensibili agli effetti negativi dell'alcool, ma hanno maggiori problemi con compiti complessi come guidare. Questo spiega il drammatico numero di incidenti stradali mortali che coinvolgono giovani persone che si mettono alla guida dopo avere assunto alcool.
Un'altra droga estremamente diffusa è il D-9-tetraidrocannabinolo, contenuto nella marjiuana e hashish, che i giovani fumano sotto forma di "canna". L'associazione di D-9-tetraidrocannabinolo con l'alcool riduce la capacità di eseguire compiti complessi come guidare e l'abuso cronico induce la comparsa di disturbi psichiatrici come la schizofrenia. Tutte le droghe, come pure l'alcool, inducono delle alterazioni dei circuiti cerebrali responsabili della memoria delle abitudini, che controllano il comportamento motorio mirato alla ricerca della sostanza stessa che ha attivato questi circuiti. Le alterazioni di questi circuiti cerebrali indotte dalle droghe impediscono il normale ripristino delle funzioni fisiologiche. Quindi diventa estremamente difficile smettere di drogarsi quando si è instaurata l'alterazione di questi circuiti e i soggetti continuano ad assumere droghe ed alcool anche quando sono diventati consapevoli dei danni ed addirittura anche quando queste sostanze inducono delle sensazioni estremamente spiacevoli come, per esempio, malessere generale, nausea e vomito. Alcune droghe possono portare a morte per "overdose" come l'eroina e l'alcool. Ancora più grave è il fatto che alcune droghe possono provocare la morte anche dopo l'assunzione di una sola dose, sotto forma di un'accattivante pastiglia, anche la prima volta in soggetti che non hanno mai fatto uso o abuso di sostanze stupefacenti. Questa droga è comunemente conosciuta come "ecstasy", che i giovani assumono in discoteca. La morte è dovuta ad una sindrome gravissima, chiamata sindrome serotoninergica, che induce un notevole aumento della temperatura corporea, con conseguente disidratazione, collasso cardiocircolatorio, insufficienza renale, necrosi epatica e morte. L'"ecstasy" induce anche gravi alterazioni dei processi di apprendimento e memoria ed è associata a gravi eventi avversi neurologici e psichiatrici,come aggressività, attacchi di panico, schizofrenia, allucinazioni, delirio e depressione con idee di suicidio.Uno studio recente, afferma la Dr.ssa Carla Busceti, Biologa all'Istituto Neuromed, ha dimostrato alcuni dei meccanismi molecolari responsabili dei disturbi della memoria indotti dall'" ecstasy. Le modificazioni causate dalla droga sono simili a quelle presenti nel cervello dei soggetti con Malattia di Alzheimer che presentano un progressivo deterioramento delle funzioni cognitive e della memoria fino alla demenza.

26 gennaio 2010

 



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