UNIMOL E LA RETE DELLE UNIVERSITÀ MERIDIONALI, UN LABORATORIO PER LO SVILUPPO DEL SUD

Mercoledì 3 febbraio 2010 i Rettori di sedici atenei (Bari, Basilicata, Cagliari, Calabria, Enna Kore, Foggia, Messina, Molise, Napoli 2, Palermo, Politecnico di Bari, Reggio Calabria, Salento, Sannio, Sassari, Teramo), hanno dato vita alla Rete delle Università Meridionali, un vero e proprio laboratorio di programmazione comune per lo sviluppo e il progresso del Sud.

Il Rettore dell’Ateneo molisano, Prof Giovanni Cannata, insiemea diversi Rettori di Atenei del Centro-sud hanno di recente sottoscrittoil documento “Per la crescita della qualità del capitale umano nel sistema universitario''. Significativi il giorno, il luogo e l’occasione della firma: il 5 ottobre 2009, l’Aula Magna di Ateneo, la Cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Accademico 2009-2010 dell’Università degli Studi del Molise.

Attivare reti sistematiche di collaborazione,difendere e continuare ad accrescere il fondamentale e specifico ruolo che, ancor di più oggi, hanno le università meridionali nello sviluppo delle regioni del Mezzogiorno d’Italia, fortemente messo in crisi dalle recenti misure in materia di distribuzione delle risorse volute dal Ministero dell’Università, è ormai una consapevolezza istituzionale ineludibile. Riaffermare i principi di autonomia, responsabilità, qualità e valutazione,non disgiunti dalla valorizzazione, è aspetto ulteriormente decisivo.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in diversi incontri istituzionali, ha ribadito la necessità di dare risposte significative, innovative e definitive al tema della questione meridionale, evidenziando il ruolo decisivoche le istituzioni universitarie svolgono nella valorizzazione del capitale umano e quindi, di conseguenza, nella crescita economica, culturale e sociale. Una emergenza che si accentua particolarmente nelle aree territoriali con più criticità. Ed è proprio in queste che c’è maggiore esigenza di investire. In tale scenario, mercoledì 3 febbraio2010 i Rettori di sedici atenei (Bari, Basilicata, Cagliari, Calabria, Enna Kore, Foggia, Messina, Molise, Napoli 2, Palermo, Politecnico di Bari, Reggio Calabria, Salento, Sannio, Sassari, Teramo), presso la sede del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca hanno dato vita alla Rete delle Università Meridionali, un vero e proprio laboratorio di programmazione comune per lo sviluppo e il progresso del Sud.

In un momento incui si apre una nuova stagione della “questione meridionale” le Università non vogliono sottrarsi ad una nuova sfida decisiva per l’intero Paese, chiedendo, però, di essere messe nelle condizioni di poter svolgere appieno la loro peculiare funzione di motore della crescita culturale e sociale, dello sviluppo locale, dell’affermazione della legalità, della democrazia, della partecipazione e della coscienza libera e critica. Tutto questo continuando a considerare una risorsa, e non un limite, la diversità tra le varie università e le loro specifiche missioni, a rafforzare la solidarietà tra gli atenei ed a confermare la piena adesione alla CRUI la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.

Ecco dunque gli aspetti essenziali del Progetto CRUI per le Università del Sud che la Rete intende proporre e sottoporre all’esame del Ministero e delle forze politiche.

 La predisposizione di proposte, già in avanzato corso di elaborazione, per unarevisione dei parametri utilizzati per la distribuzione delle risorse alle Università, che nel 2009 hanno pesatamente penalizzato in particolare gli atenei meridionali. Indicatori di contesto con la peculiarità di favorire il progressivo riequilibrio delle Università delle regioni del sud in grado, in questo modo, di competere, con pari opportunitànel campo qualità della didattica, della ricerca e dei servizi per gli studenti con le Università del centro e del nord;

 L’adozione di indispensabili misure di riequilibrioche tengano conto in particolare della profonda diversità della contribuzione studentesca, al Sud enormemente più bassa che nelresto d’Italia e non suscettibile di aumenti significativi a causa delle difficili condizioni socio-economiche. Un’efficace opportunità sarebbe, anche in considerazione dei tagli imposti al finanziamento statale, garantire una revisione della tassazione studentescanelle Università meridionali sulla base del PIL dei singoli territori;

 L’elaborazione di progetti comuni nel campo della ricerca e della formazione, in particolare con un più coordinato utilizzo dei fondi strutturali, in modo da contribuire in maniera ancora più efficace, mediante azioni di sistema, all’innovazione e alla crescita socio-culturale ed economica del Mezzogiorno.
Tutti oggi sono consapevoli che lo sviluppo economico e sociale di un Paese dipende dalla qualità del suo capitale umano. Il capitale umano si crea mediante i processi educativi e formativi che trasformano le persone sviluppandone conoscenze e abilità che le rendono capaci di agire in modi nuovi rispetto alle sfide della società. La rete delle Università Meridionali intende attuare, difendere e riaffermare questa consapevolezza.

5 febbraio 2010

 



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