L’altro giorno il governo ha tracciato i primi punti del programma nucleare in Italia e ieri sul quotidiano La Repubblica c’era l’indicazione che uno dei cinque siti sarà a Termoli. Nel suo commento il nostro amico e lettore Benito ci scrive anzi ci riscrive che Termoli ospiterà uno dei cinque siti nucleari e noi lo vogliamo credere. Vediamo un po’ le cose come potrebbero stare.
Secondo le voci di corridoio dei Palazzi Romani, Termoli non dovrebbe essere tra le località sede di una delle cinque centrali nucleari, questo a meno l’indiscrezione che abbiamo raccolto dal senatore Giuseppe Astore e che veniva riportata anche su www.primonumero.it giovedì mattina. La motivazione adotta dal senatore molisana si basa sul fatto che Termoli è vicina alla zona del cratere che ha provocato il terremoto di San Giuliano di Puglia e che è stata sommersa da un alluvione negli anni scorsi, anzi ricordiamo che quest’ultimo ci fu solo tre mesi dopo la tragedia di San Giuliano.
Ma attenti il terremoto è stato avvertito nell’interno del Molise, ricordiamo che l’epicentro è stato più verso la zona di Campobasso che del mare, a supporto c’è anche la sentenza ultima della Cassazione relativa al processo della Scuola maledetta. Quella sentenza dice chiaramente che non fu il terremoto a provocare la distruzione dell’edificio bensì la mano dell’uomo. Secondo aspetto, l’alluvione. Esso non fu naturale, ma anche qui ci fu l’incuria dell’uomo che non aprì anticipatamente le chiuse della diga del Liscione, e quindi gli aspetti naturali che dovrebbero fornire a Termoli, l’assist per non collocarla tra le zone a rischio sono molto deboli se non inesistenti.
Altri due aspetti che non dovrebbero essere sottovalutati sono: a)i rapporti strettissimi che la regione Molise vanta con l’Enel, una delle società che dovrebbero interessarsi alla realizzazione delle centrali stesse. Basta ricordare il mega piano eolico che si sta sviluppando ormai in tutti i comuni della nostra regione e non ultimo l’acquisto del palazzo sede attuale della giunta regionale. Quel palazzo era di proprietà dell’Enel e nonostante non fosse oggettivamente idoneo per la sua collocazione urbanistica ad ospitare la sede della G.R. l’affare è andato comunque in porto, facendo sborsare alla collettività molisana qualcosa come 6 o 7 milioni di euro, tra acquisto e ristrutturazione e dando il massimo dei disaggio ai dipendenti che non hanno un sputo di parcheggio ecc. b)ma la tesi per cui la Nucleare potrebbe atterrare a Termoli è dettata anche dall’esperienza della Turbogas. Essa non doveva sorgere in Molise e probabilmente non ci sarebbe mai stata, se non fosse caduta la giunta Di Stasi nell’aprile del 2001, per via del famoso ricorso elettorale. Ricordiamo che all’epoca del governo Di Stasi assessore all’ambiente era un certo Gino Di Bartolomeo che diede il suo parere negativo alla realizzazione.
Ma poi, come la magistratura ha dimostrato, tanto che l’atto è oggetto del processo a carico di Michele Iorio, Gianfranco Vitagliano, di due funzionari regionali e dei due manager dell’allora Sorgenia, il “Primo Giorno”, non il secondo o il terzo, ribadiamo il “Primo Giorno” della prima legislatura di Michele Iorio è stato dato l’ok e oggi la turbogas è lì a Contrada Pantano Basso. Quindi pensare che tanto mi da tanto ecc… Infine c’è l’aspetto delle agevolazioni a favore delle popolazioni residenti nel comune di atterraggio della centrale nucleare e quelle dei comuni che rientrano nel raggio di una diecina di chilometri. Essi non sono di poco conto, vogliamo metterci anche quelli di coloro che decideranno l’opera che sarà miliardaria in ordine di euro e il cerchio è presto chiuso.
Chiudo con una mia personale convinzione. Ho sempre sostenuto e confermo il mio totale assenso al nucleare, lo sostengo da decenni, ma non mi fido alcuni personaggi e quindi qualche fregatura ce la possono sempre rimediare, ecco perché dico “NO alla centrale a Termoli” anche se sono convinto nella mia mente che la città adriatica è stata già venduta al miglio offerente.
11 febbraio 2010
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