Magistratura Molisana: bene nelle operazioni di cronaca, ma interrogativi sulle inchieste finanziarie e politiche

Il caso della Ndrangheta calabrese portata a termine dalla procura di Campobasso mette in risalto ancora una volta la prontezza e la capacità investigativa della macchina della giustizia e delle forze dell’ordine in Molise. Sono ormai molte le operazioni di rilievo nazionale che partono dal Molise, soprattutto quando si tratta di stroncare crimini che camminano sul web.

Altra considerazione dobbiamo registrare quando al centro delle indagini ci sono malefatte finanziarie che in molti casi hanno non poche attinenze con il mondo politico. È di qualche giorno fa la notizia riportata sul principale quotidiano finanziario italiano, Il Sole 24 Ore, in cui i tre commissari ministeriali nominati da Scajola per andare in soccorso al gruppo tessili It Holding ci informavano che a carico di quella che ormai a tutti gli effetti può essere considerata la vecchia proprietà del gruppo, quindi direttamente o indirettamente riferita a Tonino Perna sono state presentate ben tre esposti denuncia per bancarotta fraudolenta, per aggiotaggio e per reati tendenti a far depauperare il valore del gruppo sin dalla fine del decennio precedente. Reati che in molti casi sono simili a quelli contestati a Callisto Tanzi per il caso Parmalat ma stranamente mentre quest’ultimo fu arrestato appena dopo due settimane dalla notizia del crack, da noi o meglio dal Tribunale di Isernia a cui i commissari hanno rivolto gli esposti denuncia nulla trapela.

Eppure il buco creato dal gruppo tessile di Pettoranello secondo le stime dei commissari Spada, Ciccoli e Chimenti è ampiamente superiore al miliardo di euro, vale a dire oltre duemila miliardi di vecchie lire. Così come la forza lavoro che rimarrà a casa dopo il ridimensionamento sarà nell’ordine delle quattrocento unità dirette e di migliaia di famiglie per l’indotto. quindi pur in presenza di fatti gravissimi, assistiamo a una strana immobilità di chi dovrebbe tutelare interessi collettivi, ricordando anche che il gruppo It Holding era quotato in borsa, quindi i reati finanziari assumono aggravanti rilevanti.

Così come vanno rilevate leggerezze anche per i processi a carico di importanti personalità del mondo politico regionale, che senso ha stabilire le udienze nei giorni tradizionalmente oggetti di appuntamenti istituzionali? Basterebbe fissare le date delle udienze di sabato e la scappatoia della giustifica pseudo scolastica, degli impegni istituzionali non potrebbe essere presentate. Ricordiamo che sul banco degli imputati ci sono importanti personalità, dai presidente della giunta, Iorio, e del consiglio regionale, Picciano, a vari assessori e consiglieri regionali. Per alcuni di loro i reati sono molto gravi per averli commessi nell’esplicazione delle loro funzioni istituzionali e quindi di fatto se dovessero essere riconosciuti colpevoli essi hanno favorito a vario titolo la loro azione politca.

La comunità molisana ha bisogno di sapere se un determinato politico ha operato nella legittimità o mendo delle sue funzioni soprattutto considerando che la nostra comunità regionale il prossimo anno sarà chiamata alle urne. Bisogna quindi fare chiarezza nel più breve tempo possibile in modo da sapere se chi ci chiederà il voto il prossimo anno è legittimato a farlo. Ecco se i tribunali molisani vogliono essere all’avanguardia nell’applicazione del cosiddetto processo breve hanno una straordinaria occasione per dimostrarla.

Poche riflessioni ma che dovrebbero essere fugate una volta per sempre, in fondo se i giudici reclamano autonomia, questo è un modo di applicarla nel rispetto dei cittadini.

9 febbraio 2010

 



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