Il 2009 si è chiuso con il vento in poppa per l’energia “green” italiana.
I dati fotografano una potenza eolica installata di 4.850 megawatt (di cui più di 1.100 installati nel corso dell’anno) che ha generato una produzione elettrica pari a circa 6,7 TWh, ossia più del 2,1% del consumo interno lordo.
L’ottima performance delle pale italiane è sottolineata in un comunicato comune delle associazioni Anev, Aper e Ises Italia con l’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. L’apporto dell’eolico alla produzione elettrica è ormai definito “significativo”.
Ma, nel leggere i numeri, gli esperti notano lo “sbilanciamento” tra la potenza installata e l’inferiore quantità di energia effettivamente messa in rete. Una sfasatura dovuta proprio alla non programmabilità delle rinnovabili.
Per capirci: i picchi di vento e sole, positivi o negativi, in quanto legati ad agenti naturali non arrivano “a richiesta” e molti accumuli di energia non sono quindi erogabili in rete. Un problema che sarà risolto proprio con lo sviluppo delle “smart grid”, le reti intelligenti ( vedi l'approfondimento nella rubrica “Scenario” ).
19 febbraio 2010
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