Quando la scorsa settimana mi hanno chiamato per sapere se era vera o meno la notizia sul presunto incarico a Antonio D’Uva, ex vice sindaco e assessore ai Lavori Pubblici di centrosinistra nella scorsa legislatura al comune di Campobasso, candidato e non rieletto a Palazzo San Giorgio, non ho avuto una reazione rabbiosa ed ho detto al mio interlocutore di cosa ti meravigli? Ormai sappiamo come si comporta Iorio, lo ha fatto nel passato remoto e recente, il suo moto è allargare la base dei consensi andando a pescare tra la minoranza che poi diventa a sua volta maggioranza. E ovviamente per portare avanti questa strategia c’è bisogno di fare del clientelismo o se volete di dare incarichi. Certo il caso di Antonio D’Uva è strano, ma anche emblematico di quanto non rispetto Iorio abbia nei confronti di chi si candida nelle sue liste e degli elettori. Cose scritte da me, non oggi, ma ormai quasi due anni fa. E un atteggiamento di questo tipo, che garanzia offre ai candidati che si stanno per lanciare nell’arena termolese? Che ci saranno uno o più fortunati nelle liste dell’opposizione. Se le mettano bene in testa, le centinaia di candidati che pensano di dare un contributo leale, dall’altra parte esiste solo il conto algebrico dei voti, nulla di più. Tutto come previsto, tranne un particolare, che la gente normale quando sente queste cose, si convince sempre di più che è giunta l’ora di cambiare pilota e forse anche chassis. Se si arriva a dare un incarico a chi solo qualche mese fa, ha presentato un ricorso per l'annullamento delle elezioni che hanno portato a Palazzo San Giorgio dopo 15 anni, un candidato della maggioranza che in teoria dovrebbe essere dello stesso colore di Michele Iorio, quali promesse più egli manterà?
23 febbraio 2010 |