Già Pubblicato su Oggi Nuovo Molise di lunedì 2 marzo 2010:
"a cosiddetta Moral Suasion, che sta per correttezza dei politici nell’espletamento delle loro funzioni, potrebbe diventare legge, dopo tanto parlare il governo sta per adottare un provvedimento che in gergo ha preso il nome di “decreto anti corruzione”. Il tema sappiamo è di grande attualità e non solo in questi ultimi giorni, esso è atavico e storico. Chi ricorda gli articoli pubblicati su questa rubrica il lunedì, avrà bene in mente come appena dopo le elezioni politiche del 2008, scrivemmo a chiare note che questo governo avrebbe dato regole certe in vari campi della vita sociale e in linea di massima pensiamo di averci preso, basta vedere il lavoro dei Tremonti, Maroni, Sacconi e altri. Certo c’è chi spera che nulla cambi o fa di tutto per impedirlo, in modo da continuare a sguazzare nelle manfrine, che lo hanno reso celebre, al di la se è maggioranza o minoranza. Visto che i partiti non sono riusciti a delimitarlo, vediamo di buon grado, un legge che disegni un perimetro e che sancisca a chi amministra con “leggerezza” di essere espulso, per dirlo in termini sportivi, dalle future gare elettorali. Un problema quello della “moral suasion” che non vede il Molise fuori dalle dispute. Sappiamo come molti dei nostri politici sono a vario titolo implicati in procedimenti giudiziari, sappiamo altresì come la nostra regione non brilli nel rispetto dei conti nella sanità, tanto che siamo commissariati, o come da noi sono impiegati ingenti fondi pubblici, a favore di iniziative economiche private, che potrebbero anche assumere rilevanza giuridica, nel futuro.
Il comportamento deontologico del politico a qualsiasi livello non può essere deresponsabilizzato da pene a cui sottostare nel caso di gravi errori nella gestione ordinaria e previsionale. Ad esempio se finanzio un’azienda che utilizza condizionatori nel polo Nord, compio di fatto un reato, perché quella realtà è destinata al fallimento e se è vero che prevenire è meglio che curare, come recita una celebre pubblicità da decenni, la stessa magistratura potrebbe seguire tale comportamento, in presenza di evidenti storture. Ma la “moral suasion”, al di la della legge che verrà, assume anche un’ulteriore rilevanza in Molise, visto che da qui a un anno e mezzo o forse meno, saremo chiamati al rinnovamento della classe dirigente regionale e pertanto sapere se coloro che ci verranno a chiedere il voto sono “moralmente” autorizzati è di fondamentale importanza. In fondo sembra che questa sia la ratio della norma, un semplice regolamento sportivo applicato alla politica e nulla di più. Ma vorremmo anche qualcosa di più, visto che si legifera, come sarebbe bello inserire la regola che coloro che vengono eletti quanto meno in una certa coalizione non cambino schieramento nel corso della legislatura. Una norma che piace a tutti gli italiani, con la solo esclusione degli attori delle piroette, che ovviamente ottengono vantaggi immediati. Non ci dicano che il voto è personale. Esso lo è, ma il cambio di coalizione è un tradimento, che diventa falso ideologico se chi lo fa, lo aveva previsto maliziosamente al tempo delle elezioni. Costoro meritano solo la radiazione, per doping elettorale. Ma visto che anche in questo caso non arriva la deontologia, facciamoci arrivare la legge.
Immaginiamo solo come sarebbe diverso il panorama politico e quale stabilità avrebbero le amministrazioni, non soggette al ricatto di solito della ”mezza cartuccia”. Chi non si ritiene più in linea, si dimette e lascia il posto a chi lo segue nella lista degli eletti e se vuole si ripresenta al prossimo turno con la nuova coalizione. Tanto chi ha tradito una volta lo farà anche una seconda e una terza volta, statene certi, queste persone non danno alcuna garanzia di affidabilità. Questo il quadro di un mondo che in fondo tutti conosciamo e che avrebbe bisogno di un radicale rinnovamento, in Molise più che in ogni altra parte del paese, visto l’invasione della politica in tutti i settori della vita sociale. Come vediamo un mondo che tiene “volutamente” lontani i cittadini, sino a farli schifare, un mondo che si avvale ovviamente di una parte dell’informazione “prezzolata”, a cui viene demandato il compito di disegnare una realtà diversa da quella esistente, ma anche qui ormai il gioco sta per finire grazie a Internet.
Ma attenti perché qui sta l’inganno a danno dei cittadini. Il cambiamento del sistema lo si combatte non limitandosi a dire solo “che schifo”, ma esponendosi in prima persona, piaccia o non piaccia, altrimenti il rischio vero, in parte già presente, è lasciare lo status di cittadini per prendere quello di sudditi.
2 marzo 2010
Commento di Fabrizia:
Vabbè, se entrerà in vigore quetsa legge (ma ne dubito, mi pare tutto fumo elettorale) allora il Pdl si svuoterebbe, basta leggere il curriculum giudiziario degli pesudo-politici della maggiorenza (ma quelli del Pd non son od ameno, a partire da D'alema). |