Truffa su Ebay scoperta dalla Polizia Postale di Campobasso: Tre denunce e diverse migliaia di euro truffati. Il vademecum per non incorre in brutte sorprese

La truffa, si può subire sia nella realtà di tutti i giorni che in Internet, e forse proprio quest'ultimo, essendo un luogo virtuale, ed in virtù di quella sensazione di anonimato che sembra fornire, meglio si presta per andare a "caccia" di qualcuno da raggirare.

E quale altro miglior posto esiste se non quello delle aste virtuali? Prendete eBay ad esempio: forse è stato il primo sito in assoluto nel Web a creare un luogo dove le persone possono mettere all'asta dei propri oggetti, o addirittura creare una sorta di negozio virtuale, e di sicuro è quello più conosciuto al mondo. Il sistema messo in piedi, così come architettato, ed oramai rodato nell'uso e dagli scambi effettuati da milioni di persone, garantisce in qualche modo l'acquirente della certezza di acquistare e soprattutto ricevere l'oggetto della transazione. Nonostante tutto però, una certa diffidenza rimane, ed il rischio di subire un raggiro c`e’ sempre. Per quanto possibile, eBay cerca di proteggere entrambe le parti della transazione, consapevole che quanto più sicuro è il sistema, tanti più saranno gli utenti che vi opereranno.
Purtroppo però, ultimamente sono state segnalate diverse truffe subite da acquirenti, in particolar modo su acquisti rivolti a prodotti di tecnologia.

Sono tantissime infatti le offerte relative a TV, PC, portatili, lettori vari, cellulari, ecc. e molte sono relative a prodotti che vengono dall'estero, il cui costo è nettamente inferiore a quello dei corrispondenti modelli venduti qui, in Italia. Forse la giustificazione economica di questa differenza, risiede nel fatto che all'estero gravano meno tasse, o forse che nel singolo scambio vi sono minor dazi doganali, o altro ancora. Il meccanismo e` di facile attuazione:
Il venditore pubblica un annuncio di vendita di un bene ad un determinato prezzo. Spesso si tratta di prodotti usati da poco ed il prezzo è particolarmente conveniente. L'annuncio è pubblicato su siti di annunci, di aste online o su siti web e-commerce. Gli utenti interessati ad acquistare il bene entrano in contatto con il venditore tramite email all'interno del sito di annunci o di aste. Per acquistare il prodotto pagano in anticipo il prezzo di vendita al venditore tramite bonifico o carta di credito. Nel momento in cui il venditore riceve il pagamento provvede alla spedizione del prodotto all'indirizzo dell'acquirente. Fin qui la transazione di vendita è regolare.

Ma quand’e` che la truffa si consuma? Quando avviene la mancata spedizione del prodotto. Il venditore riceve i soldi dall'acquirente (tramite bonifico, ricariche telefoniche, contanti o assegno via posta ecc) ma non effettua alcuna spedizione postale della merce. Tramite queste truffe i venditori incassano per un breve periodo numerose vendite ed alla fine scompaiono improvvisamente nel nulla. Per prendere tempo i truffatori tendono a rispondere alle prime lamentele degli acquirenti asserendo d'aver effettivamente spedito la merce e incolpando il sistema postale del ritardo della consegna. La Polizia Postale e` costantemente vigile ed attenta ad evitare il perpetrasi di tali truffe che destano un grosso allarme sociale, infatti, e` di questi giorni l`operazione che il personale del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Campobasso ha concluso contro le truffe telematiche, denunciando all’Autorità Giudiziaria sei persone, esperti nelle truffe on-line.

Le indagini erano partite alcuni mesi fa a seguito di molteplici denunce di utenti residenti in Campobasso e Provincia i quali, avevano acquistato sui siti noti di aste on line materiale elettronico tra cui P.C. portatili e telefoni cellulari. Come da accordi intercorsi a mezzo e-mail con il venditore, le vittime versavano la somma corrispondente su carte postepay o bonifici bancari, senza ricevere gli articoli ordinati.
Gli investigatori, nel prosieguo delle indagini, accertavano che le truffe si svolgevano attraverso la mancata spedizione del bene acquistato e che le transazioni avvenivano mediante ricariche di carte prepagate o attraverso bonifici bancari.

Queste ultime venivano regolarmente aperte in alcuni casi da fiancheggiatori che le cedevano ai truffatori, i quali se ne servivano per far confluire su di esse, i proventi delle vendite facendo così ritardare gli accertamenti sulla loro identità e consentire quindi di consumare altre truffe a danno dei malcapitati. I reati ipotizzati sono:Truffa, Truffa in concorso, sostituzione di persona aggravata.

L’ ammontare accertato delle truffe ammonta a diverse migliaia di euro, tra i denunciati, tre risiedono in Pistoia, poi figurano un 21 enne della provincia di Reggio Calabria, due 38 enni, uno residente nella provincia di Milano l’altro residente nella provincia di Vicenza.
Alcuni consigli per gli utenti:
o Reputazione sui siti di aste e annunci online Se state consultando un sito di aste online tra privati verificate sempre la reputazione del venditore e soprattutto la data d'iscrizione. Se la data è troppo recente il rischio d'incappare in un venditore fasullo è maggiore.
o Vendita in contrassegno Se state consultando un sito e-commerce finora sconosciuto verificate sempre la possibilità di acquistare la merce in contrassegno.
o Siti su domini italiani E' preferibile dare maggiore credibilità ai siti e-shop su domini con estensione .IT i quali a differenza dei domini internazionali (.com, .net ecc) necessitano di una iscrizione formale presso l'ente di registrazione domini italiano e sono più agevolmente individuabili sotto il profilo della responsabilità legale.
o Cercare informazioni sui motori di ricerca Fare una breve ricerca sui motori di ricerca può aiutare a comprendere meglio se il sito e-shop che state consultando ha una storia passata. Se il sito e-shop risulta poco conosciuto dai motori di ricerca e non sembra avere una storia passata è consigliabile adottare un atteggiamento di prudenza.
o Verificare la presenza di un telefono fisso sul sito web. In caso di problemi è molto importante avere la reperibilità telefonica del venditore. E' preferibile un numero di telefonia fissa. Facendo attenzione che non sia un telefono voip. Del resto non c'è ragione perché un venditore si nasconda dai propri clienti.
o Verificare la presenza della partita iva sul sito web. Le attività commerciali online sono obbligate per legge a pubblicare il proprio numero di partita iva. L'assenza del numero di partita iva è un altro indizio di scarsa serietà del sito e-commerce.

5 Marzo 2010


 



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