Presidio di tutte le forze della sinistra domani davanti alla prefettura di Campobasso, per protestare contro il decreto del governo chiamato da loro "Salva liste". I commenti di Petraroia. Paglione, Ziccardi, IDV Molise e dei comuni lettori

6 marzo: La firma del Presidente Napolitano al Decreto legge "interpretativo" che spiana la strada alla riammissione delle liste irregolari della Polverini nel Lazio e di Formigoni in Lombardia, certifica che la legalità, nel nostro Paese, può essere piegata agli interessi di chi comanda.
Quest'episodio costituisce un gravissimo e inquietante precedente contro il quale, nelle piazze di tutt'Italia, sta prendendo posizione la parte sana e sinceramente democratica del nostro popolo.

Per questo, in osservanza della legalità costituzionale, abbiamo organizzato anche a Campobasso un presidio; davanti alla Prefettura, perché essa rappresenta il Governo e la sua strategia che sta mettendo a repentaglio il basilare fondamento di legalità sul quale si regge ogni consorzio civile.

-il Bene Comune
-Partito Democratico
-Italia dei Valori
-Lista civica "Citt@dinoi"
-Costruire Democrazia
-Rifondazione Comunista
-Comunisti Italiani
-Sinistra Ecologia e Libertà

Petraroia:

Il Governo Berlusconi con un colpo di mano vara un Decreto che stravolge le regole elettorali oltre i limiti temporali fissati dalla legge. Non si può rimanere in silenzio di fronte allo scardinamento del sistema democratico che si fonda su norme certe che non possono essere condizionate né modificate, in corso d’opera, dal potere esecutivo. Il Governo è tenuto ad osservare le leggi e spetta agli Organi di Garanzia e alla Magistratura intervenire nei contenziosi elettorali.
Contro un atto grave che mina lo Stato di Diritto chiedo di condividere l’appello firmato da diverse forze politiche e sociali molisane che hanno indetto per domani 7 marzo alle ore 11.00 un presidio davanti la Prefettura di Campobasso. In Molise per una virgola venne annullata la volontà popolare che aveva eletto Giovanni Di Stasi a Presidente della Regione senza che l’allora Presidente del Consiglio Massimo D’Alema né il suo successore Giuliano Amato vennero sfiorati dall’idea di adottare un Decreto ad Hoc che salvaguardasse la sostanza del pronunciamento di 200 mila cittadini rispetto a 12 firme mancanti in una delle liste al proporzionale.
Partecipiamo alla manifestazione e difendiamo la democrazia contrastando un Governo che impiega il proprio tempo su processo breve, legittimo impedimento, scudo fiscale e altre sconcezze similari.

IdV:

In merito al decreto salva liste del Governo Berlusconi in primo piano sulla stampa nazionale e regionale, Giuseppe Caterina, coordinatore regionale dell’IdV Molise interviene dichiarando quanto segue:
“Lo Stato italiano non è più uno Stato di Diritto ma di convenienza. Ancora una volta constatiamo che il governo Berlusconi ha cancellato le regole certe trasformandole a seconda della sua convenienza e di quella del centrodestra.
L’uso delle leggi per modificare lo stato di diritto, a dimostrazione dell’arroganza di questo governo, è un atto gravissimo che lede la democrazia di questo Paese.
La questione che riguarda tale provvedimento, appoggiato e condiviso dal nostro governatore regionale Michele Iorio che ha persino preso parte al vertice del PDL per risolvere il caos di Lazio e Lombardia, ci appassiona ancor di più se pensiamo al caso Molise”.
Il coordinatore Caterina si riferisce al ricorso al TAR del 2001 dell’allora Polo delle Libertà che fece annullare l’elezione di Giovanni Di Stasi dopo appena un anno di governo regionale.
“In quell’occasione il vizio di forma delle liste del centrosinistra fu l’oggetto del ricorso che permise al centro destra di vincere e di andare a governare.
Ora lo stesso vizio di forma pare essere cosa di poco conto. Tanto da sovvertire tutte le regole, aggiustando il tiro con un decreto “interpretativo” a favore della maggioranza.
Lanciamo un grido di allarme e di dolore per la democrazia del nostro Paese. A causa del centro destra il DIRITTO in Italia non conta più nulla.
Nella mattinata di domani, domenica 7 marzo alle ore 11:00 davanti alla prefettura di Campobasso, l’Italia dei Valori del Molise, unitamente ad altri partiti del centrosinistra, manifesterà contro il provvedimento del Governo.
L’IdV Molise condivide l’iniziativa della manifestazione di sabato prossimo a Roma promossa dal presidente nazionale dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro per protestare contro il decreto interpretativo varato dal Consiglio dei Ministri al fine di riammettere le liste del Pdl escluse dalle elezioni regionali nel Lazio e in Lombardia, e assicura fin da ora la sua partecipazione.

Rino Ziccardi per Sinistra Ecologica e Libertà con Vendola

Un broglio di Stato, un’altra vergogna di questa Italia. Dove le regole non sembrano più contare o al massimo solo per qualcuno. Dove una lista viene esclusa e i rappresentanti della stessa lista, tradiscono un mandato dato dagli Italiani, cioè governare il Paese, per violentarlo, umiliarlo e cambiare, stravolgere, ricucirsi addosso le regole del gioco.
Il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri “sana” sia la situazione del Lazio sia la situazione della Lombardia. In tutto sarebbero tre articoli, di cui il primo conterrebbe 4 commi costituendo il cuore del provvedimento. E’ confermata la data delle elezioni per il 28 e 29 marzo. La norma che scioglie il nodo del Lazio prevede che i termini orari per la presentazione delle liste si intendono rispettati con ‘il comprovato ingresso nei locali del competente tribunale o Corte d’appello, entro l’orario previsto, dei delegati incaricati della presentazione delle liste’. Qualora, anche con l’orario di ingresso rispettato, per un motivo qualsiasi non fosse stata effettuata la consegna effettiva alla cancelleria delle liste e della relativa documentazione, questo può essere fatto ‘comunque entro 24 ore dalla scadenza del termine’.
La norma che sana il problema della lista Formigoni in Lombardia prevede che la veridicità delle firme e la loro autenticazione non sono inficiate dalla presenza di ‘irregolarità formali’ come la non leggibilità del timbro dell’autorità autenticante, o dei dati relativi alla sua qualifica o al luogo.
Un capolavoro di democrazia, dunque. Con un tocco di pennello finale: nella cui premessa si precisa, pure, che il provvedimento è volto ad assicurare l’esercizio dei diritti di elettorato attivo e passivo tutelati dalla Costituzione.
Ci sono cittadini che fanno la fila, pagano le multe, rispettano le regole e quando non lo fanno ne pagano le conseguenze. Ce ne sono altri che non solo non le rispettano, ma oltretutto le cambiano a proprio piacimento.
Adesso è il momento che il centrosinistra si prepari e organizzi una mobilitazione democratica, ferma e serena per riaffermare il diritto costituzionale che viene ancora una volta calpestato e chiedere il ripristino della legalità in Lombardia e Lazio. Sperando che l’Italia torni ad avere la schiena dritta e a scrollarsi di dosso questa vergogna.

Candido Paglione: Il cao della Giunta Di Stasi del 2000

La vicenda delle liste escluse a Milano e a Roma richiama alla mente esperienze e avvenimenti del recente passato, accaduti in Molise e che hanno di fatto cambiato la storia politica e amministrativa di questa regione.
Il principale riferimento è alla vicenda dell’annullamento delle elezioni regionali ad opera del Tar prima e del Consiglio di Stato poi su ricorso del centro destra per un vizio nell’autenticazione delle firme in alcune liste a sostegno di Di Stasi che capeggiava la coalizione di centro sinistra. Un caso senza precedenti in Italia, avvenuto nel 2001 a poco più di un anno dalle elezioni democraticamente vinte dal centro sinistra.
«Io in quella giunta c’ero. Avevamo avviato un serio programma e stavamo lavorando per il bene del Molise su mandato dei molisani» ricorda Candido Paglione, oggi componente dell’assemblea nazionale del PD. «Nessuno – dice Paglione - si sognò di “sovvertire” il verdetto dei giudici amministrativi né il governo nazionale, guidato allora come oggi da Berlusconi, si preoccupò di tutelare la volontà democraticamente espressa dagli elettori molisani che avevano affidato al centro sinistra il mandato di governare. Per cui appare oggi del tutto fuori luogo il tentativo di truccare le carte, di risolvere con il decreto “interpretativo” quello che è un problema amministrativo e, sia detto per intero, di semplice incapacità dei presentatori delle liste».
«Poiché la storia politica e amministrativa italiana è costellata di errori, a volte veri e a volte presunti, nelle procedure di presentazione delle liste – conclude Paglione - le vicende romane e milanesi stupiscono non tanto per l’eccezionalità dell’evento, quanto per il disprezzo delle regole, ora definitivamente certificato da questa pericolosa forzatura del decreto salva liste, assolutamente inaccettabile e che dimostra una sola cosa: l’uso della legge a proprio piacimento. Le irregolarità riscontrate dal tribunale amministrativo in occasione delle elezioni regionali del Molise sono identiche a quelle riscontrate per la lista del PDL in Lombardia. Su questa base e a legislazione invariata, il giudice amministrativo non può decidere per la Lombardia nulla di diverso rispetto a quanto già deciso per il Molise. Se, invece, dovesse decidere diversamente, sulla base del decreto adottato dal Governo, ci troveremmo palesemente di fronte ad un decreto che non ha semplicemente interpretato la norma esistente, ma l’ha modificata. Questo aprirebbe un problema al quale i rappresentanti istituzionali ed i giuristi dovrebbero dare una risposta convincente a tutti gli italiani ed ai molisani in particolare, che sarebbero fatti oggetto, a questo punto, di una insopportabile discriminazione. Questa eventuale ingiustizia non potrà essere consumata nel silenzio e nell’indifferenza. Il popolo molisano ha diritto ad una risposta ed io mi impegno perché questa risposta ci sia».

Isernia, 6 marzo 2010


Il Commento di Domenico Izzi:
Il Decreto intepetrativo è un attacco allo stato di diritto e al sistema democratico di questo Paese.Mi auguro che il Centro Sinistra faccia un salto di qualità politica e metta in campo una politica
alternativa al Centro destra.



 



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