Ieri i tg ci hanno proposto le immagini provenienti da Bagdad dove pur tra mille pericoli e tra attentati vari, gli Iracheni si recavano alle urne, per esercitare il più nobile diritto della democrazia: votare e scegliere a chi affidare la responsabilità di guidare il paese. Nelle stesse ore in Italia, la sinistra, confusa tra comunisti, dipietristi e razze varie, scendeva in piazza per evitare quello stesso sacro santo diritto, invocando il più stupido degli appelli: rispettare le regole. Perché la tesi della sinistra non regge, per un motivo banale e semplice allo stesso modo: per annullare una lista, si deve avere la certezza assoluta che anche gli altri abbiano rispettato le regole, e dai dati che emergevano la scorsa settimana, si evinceva che nelle stesse liste della sinistra c’erano delle firme non valide, alla stessa stregua di quelle del centrodestra, ovviamente coperte dai tesserati ex comunisti che guarda caso lavorano nei posti chiave della macchina burocratica. Il pasticcio c’era e c’è e nel PdL ci sono dei colpevoli e dei traditori, perché nessuno si sarebbe sognato di andare a vedere la lista di Formigoni, se non attraverso una soffiata, diciamola tutta, ma questo sarà il regolamento di conti che avverrà dopo le regionali, ne siamo certi. Tutte queste polemiche assumono in Molise un sapore diverso, visto che il primo mandato di Iorio, come governatore eletto della nostra regione, derivò da un errore riscontrato dal Tar e dal Consiglio di Stato simile a quello sanato dal governo. Quella volta la volontà popolare andò a farsi benedire, questo bisogna dirlo alla luce di quanto è accaduto oggi, ma vero è anche che i primo anno di governo Di Stasi, fu a dir poco disastroso e la sconfitta al turno del novembre 2001 fu dettata soprattutto da quella impreparazione. Certo per il popolo della sinistra molisana, quella cancellazione del volontà popolare vista con gli occhi di oggi assume un carattere diverso e va compresa. Ma se essi se la sanno giocare, può essere una straordinaria motivazione per andare avanti nelle elezioni amministrative di Termoli e Montenero di Bisaccia, a loro sapersi giocare la carta, come si suol dire in gergo.
7 marzo 2010
Commento di Benito:
Nella nuova legge doveva essere messo un articolo nel quale si doveva prevedere che il tribunale doveva controllare la veridicità di almeno cento firme e se in queste ci fossero state delle irregolarità superiore al 20% allora controllarne altre.La legge doveva anche prevedere la consegna almeno 70 giorni prima delle elezioni dando modo ai giudici di controllare .
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