Riceviamo e Pubblichiamo: Vinicio D'Ambrosio, autore del libro "Il Regno del Molise" risponde punto per punto al presidente Iorio

Ricorderete la risposta del presidente Iorio all'articolo di Mario Pirani su Repubblica che recensiva l'ormai famoso libro di Vinico D'Ambrosio "Il Regno del Molise". Una risposta dura quella del presidente Iorio, che però eludeva quanto riportato nel libro dall'ex presidente di Confcooperative Molise e andava sul personale dell'autore. Dopo qualche giorno, è Vinicio D'Ambrosio a rispondere allo stesso presidente della regione:

"E' il quesito che avevo posto il 25 febbraio scorso, a seguito di un suo comunicato stampa che partiva da fantomatici complotti e desideri di vendetta per arrivare alla minaccia di fornire dettagliate informazioni sulla mia persona e su qualche figlio da sistemare senza concorso.
A fronte del suo nuovo comunicato del 3 marzo, diretto a Mario Pirani di Repubblica e agli organi di informazione locali, il quesito su cosa stia succedendo a Michele Iorio diventa sempre più pressante.
La montagna ha partorito il topolino.
Iorio riporta due sentenze della Corte dei conti, con l'obiettivo di minare la mia credibilità, per concludere con l’incarico che ho rivestito di presidente della società cooperativa "Contado di Molise".
Per rispondere a Iorio potrei limitarmi a riportare la risposta di Pirani su Repubblica di sabato 6 marzo: «Davvero singolare la replica del pre¬sidente del Molise: invece di conte¬stare le accuse si dilunga per due pa¬gine (che per ragioni di spazio non possiamo qui pubblicare) per descrivere un contenzioso tra l'autore del libro e la Corte dei Conti. Che c'azzecca, direbbe un loro noto con-terraneo? Le accuse restano tutte senza risposta anche quella che riguarda il catamarano «Termoli Jet», costato 8 milioni di euro alla Re¬gione e nient'affatto «superata», visto che il pm ha appena chiesto ed ot¬tenuto una proroga delle indagini per altri sei mesi». (m.p.)
Già, perché Iorio, ormai da mesi, non risponde sul contenuto del libro, rifuggendo ogni confronto. Cerca di distogliere l'attenzione dalla sola e vera questione: quella delle denunce contenute nel libro, con la "sua" gestione della sanità regionale, del terremoto, della parentopoli, e così via.
Nel merito delle sentenze della Corte dei conti faccio presente che si basano esclusivamente su errori formali. Nessuno ha intascato soldi. La Procura della Repubblica di Campobasso sulla gestione di quei fondi non ha ravvisato estremi di reato.
Perché Iorio, furbescamente, ha omesso di dire che anche un dirigente e un funzionario regionale sono stati condannati in solido dalla Corte dei conti? Ha preso provvedimenti nei loro confronti? Se non ha preso provvedimenti (come non li ha presi), perché? Le risposte possono essere due: o perché complice, cosa che non è, o perché semplicemente la gestione non ha avuto profili di illiceità.
Potrei facilmente aggiungere, questo sì maramaldesco, che, dopo la sanzione a Iorio da parte della Corte dei conti, di cui si è appreso a febbraio, e riportata, guarda caso, solo da alcuni organi di informazione, appena venerdì scorso in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, sempre la Corte dei conti ha rilevato che «i rendiconti delle gestioni di contabilità speciali costituite in favore del Commissario Delegato - Presidente della Regione Molise (e conseguentemente Soggetto Attuatore) denotano frammentarietà, incompletezza e mera casualità, o inattendibilità delle informazione riguardanti i flussi finanziari delle promiscue e composite risorse stanziate per l'emergenza Molise».
Ma non voglio scendere sul suo terreno. Non mi interessa chiedergli di dimostrare a chi mi sarei rivolto, e in quale circostanza, per sollecitare sistemazioni per qualche figlio, mentre, al contrario, sono agli atti del processo "Bain & C" le registrazioni audio in cui raccomanda un suo figlio, mentre per un altro figlio è a disposizione il carteggio "Huscher". Ergo, i miei figli sono disoccupati, mentre i suoi sono “brillantemente” occupati.
Così come sa di essere in malafede quando asserisce che avrei gestito i finanziamenti del Parco Letterario Francesco Jovine. L'investimento di un miliardo e 381 milioni di lire per il Parco fu interamente, sottolineo interamente, gestito dall'Amministrazione Provinciale di Campobasso, guidata dal suo amico Antonio Chieffo. Io sono stato presidente della società di gestione (puro eufemismo in questo caso) Contado di Molise, che avrebbe dovuto successivamente alle attività poste in essere dalla Provincia, assicurare la prosecuzione del progetto. Cosa che fu impedita dall'inerzia dell'allora assessore regionale al turismo, il suo amico Rosario De Matteis. Quindi non sono mai stato messo in condizione di programmare o amministrare alcuna risorsa. Su come furono gestiti i fondi e sul perché non fu possibile portare avanti quel progetto, Iorio può chiedere informazioni ai predetti suoi due amici.
A questo punto, Iorio, che persevera nel suo modo di amministrare, fornendo, e di questo lo ringrazio, materiale per diversi altri libri a cui sto già lavorando, potrà fare anche ulteriori mille comunicati stampa. Il sottoscritto, che non ha mai ricevuto un incarico o una nomina da politici di qualsiasi schieramento (sfido Iorio a dimostrare il contrario: gli incarichi da lui citati, quasi sempre gratuiti, sono derivati nel tempo esclusivamente dall'essere rappresentante della Confcooperative Molise) non si lascerà intimidire.
Iorio in Consiglio regionale il 2 marzo ha dichiarato che il suo certificato penale è "pulito". Anche quello del sottoscritto lo è. Peccato, invece, che Iorio non abbia menzionato il certificato dei carichi pendenti. Quello del sottoscritto è "pulito". E quello di Iorio?
Quindi, come dice il senatore Ulisse Di Giacomo, basta sapere aspettare. E io so aspettare.
Ma, ripeto, voglio stare sui temi descritti nel libro, sulle questioni sollevate, sulle scelte fatte in materia di sviluppo, infrastrutture, sanità, turismo, etc.
Per questo sono disponibile ad un confronto pubblico, in qualsiasi sede, anche sulle televisioni a lui più vicine, compresa Telemolise".

8 marzo 2010

 



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